Prima casa: sì alle agevolazioni anche se l’immobile deriva dall’accorpamento di due abitazioni
Una buona notizia per chi sta pensando di acquistare una nuova abitazione. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che è possibile beneficiare nuovamente delle agevolazioni “prima casa” anche quando l’immobile da vendere deriva dall’accorpamento di due appartamenti acquistati in momenti diversi e con regimi fiscali differenti.
Il caso esaminato dall’Agenzia delle Entrate
La vicenda riguarda una coppia che aveva acquistato una prima abitazione usufruendo delle agevolazioni fiscali previste per la “prima casa”. Negli anni successivi ha comprato anche l’appartamento confinante per ampliare gli spazi abitativi, senza però poter beneficiare delle stesse agevolazioni sul secondo acquisto, poiché all’epoca la normativa non lo consentiva.
I due immobili sono stati successivamente unificati, sia dal punto di vista edilizio sia catastale, dando origine a un’unica abitazione.
Oggi i proprietari intendono acquistare una nuova casa nello stesso Comune, impegnandosi a vendere entro i termini previsti l’immobile attualmente posseduto. Da qui il dubbio: è ancora possibile richiedere le agevolazioni “prima casa”?
La risposta è positiva
Con la risposta n. 117 del 4 giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate ha confermato che il beneficio fiscale può essere riconosciuto anche in questa particolare situazione. Il fatto che l’abitazione attuale sia il risultato della fusione di due immobili acquistati con trattamenti fiscali diversi non impedisce l’accesso alle agevolazioni per il nuovo acquisto, purché siano rispettati tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa, compreso l’obbligo di vendere la precedente abitazione entro i termini di legge.
Attenzione al credito d’imposta
Diverso è invece il discorso relativo al credito d’imposta previsto per il riacquisto della prima casa.
L’Agenzia precisa infatti che il credito non si calcola sull’intero valore dell’immobile accorpato, ma esclusivamente sulla quota che, al momento dell’acquisto, aveva effettivamente beneficiato delle agevolazioni “prima casa”. La parte dell’immobile acquistata senza benefici fiscali non genera alcun credito d’imposta.
Perché questo chiarimento è importante
Molti contribuenti, nel corso degli anni, hanno ampliato la propria abitazione acquistando appartamenti confinanti e procedendo successivamente alla loro fusione. Il chiarimento dell’Agenzia elimina ogni dubbio interpretativo e conferma che questa particolare situazione non preclude la possibilità di usufruire nuovamente delle agevolazioni “prima casa” in caso di acquisto di una nuova abitazione.
Resta comunque fondamentale verificare attentamente la propria posizione fiscale prima del rogito, così da evitare errori e sfruttare correttamente tutte le agevolazioni previste.
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