Dichiarazione IVA 2026 tardiva: ultimo termine il 29 luglio
Chi non ha presentato la dichiarazione IVA 2026 entro la scadenza ordinaria del 30 aprile ha ancora pochi giorni per rimediare. Il modello relativo all’anno d’imposta 2025 può infatti essere trasmesso entro il 29 luglio 2026, beneficiando delle regole previste per la dichiarazione tardiva.
L’invio effettuato entro 90 giorni dalla scadenza originaria è considerato tardivo, ma la dichiarazione resta pienamente valida. Dal 30 luglio, invece, il modello sarà considerato omesso, anche se trasmesso successivamente.
Dichiarazione IVA tardiva: quanto costa regolarizzarla?
La presentazione oltre il termine ordinario comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa minima pari a 250 euro.
Ricorrendo al ravvedimento operoso entro il 29 luglio, la sanzione può essere ridotta a un decimo del minimo e scendere quindi a 25 euro.
Per completare la regolarizzazione occorre:
- trasmettere la dichiarazione IVA 2026 entro il 29 luglio;
- versare la sanzione ridotta di 25 euro tramite modello F24;
- utilizzare il codice tributo 8911;
- indicare come anno di riferimento il 2026, ossia l’anno in cui è stata commessa la violazione.
Cosa succede se dalla dichiarazione emerge un debito IVA?
La sanzione di 25 euro riguarda esclusivamente il ritardo nella presentazione della dichiarazione.
Se dal modello emerge un saldo IVA non versato, il contribuente dovrà regolarizzare separatamente anche l’omesso o tardivo pagamento. In questo caso sarà necessario versare:
- l’imposta dovuta;
- gli interessi legali maturati;
- la relativa sanzione ridotta, calcolata in base al momento in cui viene effettuato il ravvedimento.
La tardiva presentazione del modello, quindi, non sana automaticamente eventuali irregolarità nei versamenti.
Il credito IVA resta utilizzabile
L’invio tardivo entro il termine dei 90 giorni non impedisce l’utilizzo dell’eventuale credito IVA risultante dalla dichiarazione.
Il credito può essere:
- portato in detrazione nelle liquidazioni IVA successive;
- utilizzato in compensazione tramite modello F24;
- richiesto a rimborso, quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa.
Per la compensazione orizzontale di crediti fino a 5.000 euro non è richiesta la preventiva presentazione della dichiarazione annuale.
Per importi superiori a 5.000 euro, invece, il credito può essere utilizzato a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione e, salvo specifiche esenzioni, è necessaria l’apposizione del visto di conformità.
Dopo il 29 luglio la dichiarazione è considerata omessa
Il rispetto della scadenza del 29 luglio è fondamentale. Una dichiarazione trasmessa dal 30 luglio in poi viene considerata omessa, pur costituendo comunque titolo per la riscossione delle imposte eventualmente dovute.
In questo caso non sarà più possibile sanare il semplice ritardo pagando la sanzione ridotta di 25 euro e troveranno applicazione conseguenze sanzionatorie decisamente più pesanti.
Ultimi controlli prima dell’invio
Prima di trasmettere il modello IVA 2026 è opportuno verificare con attenzione:
- la corretta indicazione delle operazioni attive e passive;
- la corrispondenza con le liquidazioni periodiche;
- la presenza di eventuali versamenti omessi o insufficienti;
- l’importo del credito IVA maturato;
- la necessità del visto di conformità;
- la corretta compilazione del modello F24 per il ravvedimento.
Per i professionisti e gli intermediari fiscali, questi ultimi giorni rappresentano quindi l’ultima occasione per regolarizzare le dichiarazioni non ancora inviate, evitando che vengano considerate omesse.

